È il calcio, bellezza

Per qualcuno è sfiga, cabala, questione di nemesi: sempre in Svezia, contro la Svezia o per colpa della Svezia.

Per qualcuno è metafora, di un paese di vecchi diretto da gente incapace.

Per qualcuno politica, oscure trame in Lega Calcio e in FIGC.

Per qualcuno è un tempo spezzato, la rottura di una vita scandita a cadenza quadriennale, gli occhi di Totò che ti ipnotizzavano da piccolo, i rigori sopra la traversa da adolescente, le delusioni della Corea universitaria, l’ultima esultanza di bambino prima del definitivo ingresso nella vita adulta.

Per qualcuno, tanto per cambiare, è colpa degli immigrati.

Per qualcuno è escatologico: la fine della nazionale che preannuncia la fine della Nazione.

Qualcuno fa i conti in tasca ad un sistema, soldi che vanno ai campionati esteri, diritti tv, borsa.

Oppure è, più semplicemente, un magnifico gioco nel quale qualche volta si vince, altre si perde e ogni tanto capita pure, purtroppo, di pareggiare.

È il calcio, bellezza. E tu non ci puoi far niente.

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