Atrio di palazzo delle Aquile da domenica 23 OLTRE GLI ARCOBALENI 15 scatti di Fabio Giannetto

MOSTRA | OLTRE GLI ARCOBALENI

Quindici scatti di Fabio Giannetto celebrano l’identità di genere con una mostra allestita nell’atrio di palazzo delle Aquile da domenica 23 a domenica 30 giugno (ingresso gratuito).

I volti di transessuali (M to F e F to M: Male to Female e Female to Male) vengono esposti come geometrie umane e liquide che vanno oltre le barriere e gli schemi rigidi che spesso le categorizzazioni sociali cercano di imporre.

Sotto la corte di Federico II di Svevia, Palermo fu esempio unico di multiculturalismo e integrazione. Se da un lato la nostra città secolare ha ereditato questa identità, dall’altra ci sono ancora molte realtà che faticano a raggiungere una piena integrazione e dignità umana e sociale. In realtà, parole come discriminazione dovrebbero sparire dal nostro vocabolario ed è per questo che il Movimento, inteso come far sentire la propria voce, resta fondamentale nella quotidianità di molti individui. Ogni individuo resta un genere assestante ed unico che Giannetto ha cercato di immortalare nei luoghi della loro quotidianità con un approccio che nasce, come sempre nei lavori del fotografo, dall’interazione con l’individuo e con l’ambiente attorno ad esso. Non si tratta quindi di una semplice espressione tecnica, ma del risultato di un incontro che s’imprime ed esprime nell’immagine e i sui colori, dove l’umano non viene presentato esclusivamente nell’insieme delle sue fattezze fisiche, ma nelle caratteristiche di vita, personalità e azione.

Fabio Giannetto nasce a Palermo nel1985. Nutrito a latte, biscotti e VHS dei più grandi maestri del cinema italiano e internazionale tra Bergman, Kubrick, Kiewsloski, Fellini e Antonioni cresce con un’educazione all’immagine e alla narrazione che lo spingono a seguire gli studi in Cinema a La Sapienza di Roma. Dopo gli scantinati trasteverini e i set si stabilisce a Londra, dove impara l’accoglienza e l’umiltà, il vero incontro con il diverso e l’altro, il lavoro duro che spacca le ossa e tempera l’animo. Quei volti e personalità multicolore, misti a stimoli materni, lo portano verso una forma di creazione visuale antica ma mai vecchia: la fotografia. Conseguiti gli studi in tecniche e pratiche fotografiche a Londra, inizia
un viaggio esplorativo in questa grandiosa forma espressiva, dove l’immagine ferma
racconta una storia scolpita dalla luce e dallo sguardo, dall’interazione del soggetto con l’ambiente e il fotografo e dalle pennellate di colore in presa diretta o post-produzione.

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